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Bagnoli: punto e a capo

Comitato civico della X municipalità di Napoli


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Bagnoli capitale del business "mordi e fuggi"

Ciò a causa delle scellerate politiche sociali e urbanistiche messe in atto dal centrosinistra bassoliniano, che hanno traformato Bagnoli nella capitale del business “mordi e fuggi”, consegnando di fatto le chiavi di un territorio ricco di potenzialità produttive e unico per il patrimonio e le ricchezze storiche e naturalistiche, nelle mani di affaristi e speculatori senza scrupoli

Nella zona occidentale di Napoli vi erano tre grossi insediamenti industriali, Italsider, Eternit e Cementir, che davano una occupazione stabile a circa 6000 persone con relative famiglie su tutto il territorio flegreo (zona occidentale), garantendo nel contempo uno sviluppo economico e produttivo. A distanza di quasi vent’anni, il quartiere e i territori circostanti, che un tempo trovavano nella fabbrica non solo un’opportunità di lavoro, ma anche un elemento di identificazione socio-culturale, sono divenuti in breve tempo un vero e proprio deserto attraversato da immense distese di degrado urbano, civile ed ambientale, preda della precarietà e della disoccupazione, nonché terreno di conquista della malavita organizzata. Ciò a causa delle scellerate politiche sociali e urbanistiche messe in atto dal centrosinistra bassoliniano, che hanno traformato Bagnoli nella capitale del business “mordi e fuggi”, consegnando di fatto le chiavi di un territorio ricco di potenzialità produttive e unico per il patrimonio e le ricchezze storiche e naturalistiche, nelle mani di affaristi e speculatori senza scrupoli.

Qualche cenno storico

La storia della bonifica di Bagnoli si può far partire dal 1991, anno in cui, con la chiusura del treno di laminazione, termina definitivamente le sue attività l’Italsider. In verità questo è solo l’esito finale di quel lungo processo di dismissione industriale che nel corso del decennio precedente aveva già portato alla chiusura di alcuni dei principali siti produttivi sia nella zona orientale che in quella occidentale (Cementir, Eternit, Federconsorzi, ecc.).Sorgono immediatamente due problemi: da un lato la bonifica dell’area, dall’altro la destinazione d’uso della stessa una volta bonificata.Già nel settembre ’94 il Consiglio comunale approva gli Indirizzi per la Pianificazione Urbanistica, vero e proprio preludio alle successive varianti al Piano Regolatore del 1972. Il 15 Gennaio 1996 viene approvata, dopo un lungo ed aspro confronto in consiglio comunale, la variante per la zona occidentale: essa diverrà operativa solo col decreto del presidente della giunta regionale della Campania n 4741 del 15 Aprile 1998.L’obiettivo della variante è rivolto alla “formazione di un unico, vasto territorio a bassa densità dove attività produttive legate alla ricerca si integrano con molteplici possibilità di ricreazione, di svago, e di cultura…”. Nel 2000, quindi dopo già sei anni di promesse e obbiettivi mancati, viene approvato il PUE (piano urbanistico esecutivo) che si prefigge come obiettivo quello di “ripristinare le straordinarie condizioni ambientali che furono cancellate con la costruzione della grande fabbrica, ma al tempo stesso conservare la memoria del recente passato produttivo, anche per il significato che esso ha avuto nella formazione di una cultura del lavoro per tutta la città di Napoli”. Infine, nel 2001, si costituisce la STU (società di trasformazione urbana) Bagnolifutura, società mista avente come sua finalità “la valorizzazione qualitativa del luogo e la realizzabilità economica dell’intervento di bonifica”.
A distanza di più di dieci anni queste dichiarazioni d’intenti sono rimaste lettera morta.
In questo interminabile lasso di tempo abbiamo assistito ad un interminabile carosello di promesse, progetti faraonici senza né capo ne coda e proclami trionfalistici da parte delle istituzioni.
Paradigmatico è stato il caso della Coppa America di Vela, presentata dall’amministrazione Jervolino come possibile panacea di tutti i mali del territorio, nonché come occasione di rilancio economico dell’Area basato sul rilancio del turismo.
Il flop clamoroso di questa e di altre operazioni di “rilancio” (ora è il turno del Forum delle Culture del 2013, ancora una volta presentato dalle amministrazioni locali come la grande opportunità per Bagnoli e per Napoli) non hanno fatto altro che confermare la giustezza delle critiche mosse dal Comitato Civico “Bagnoli: punto e a capo”, che da sempre hanno denunciato la pressapochezza e lo spirito di improvvisazione insito nei disegni delle amministrazioni locali.
La verità, al di la dei sogni e delle idilliache promesse elargite a piene mani da Comune, Provincia e Regione Campania, è che Bagnoli rappresenta uno dei più clamorosi scandali italiani degli ultimi decenni.
Uno scandalo che si rinnova quotidianamente nel più totale silenzio.
In questi anni lo Stato Italiano ha elargito migliaia di miliardi di denaro pubblico (261 miliardi già nel “Piano di recupero ambientale” redatto dal CIPE nel 94, a cui vanno aggiunti i 150 miliardi nel triennio 2001-2003, oltre ai finanziamenti a vario titolo e sotto le più svariate forme sopraggiunti negli ultimi anni).
E’ di questi giorni la notizia di un’accordo di altri 223 milioni di Euro tra enti locali, Bagnolifutura e Ministero dell’Ambiente per la rimozione della colmata a mare.
Dunque, una mole di denaro pubblico a pioggia in nome di un presunto risanamento delle coste per la bonifica delle area dimesse, ma che che finora è servito soltanto a garantire stipendi faraonici ai membri del CdA di BagnoliFutura, o a garantire lauti guadagni a società private o para-pubbliche (come Città della Scienza, vero e proprio bacino di assunzioni clientelari ad uso e consumo dei vertici di DS e Rifondazione Comunista) e alle ditte d’appalto private incaricate dei lavori di bonifica: una bonifica che ad oggi non è stata ancora ultimata, e che probabilmente non lo sarà neanche entro i prossimi cinque anni! Dopo aver privatizzato la gestione di grandi aree pubbliche (dalle spiagge alla Mostra d’Oltremare), il Comune prepara oggi la svendita ai privati dei suoli per l’edilizia commerciale (ancora inquinati!).
Dulcis in fundo, lo smantellamento urbanistico stà portando migliaia di bagnolesi ad essere di fatto espulsi dal quartiere: all’edilizia popolare di un tempo va sostituendosi l’edilizia affaristico speculativa, ad uso e consumo dei pescecani delle agenzie immobiliari.
L’emergenza-sfratti degli ultimi mesi ne è un ovvio corollario.

Tutto ciò, neanche a dirlo, in una municipalità che negli ultimi anni ha visto alternarsi alla presidenza DS e Rifondazione Comunista senza soluzione di continuità, sulla base di percentuali di consenso al centrosinistra a dir poco bulgare!In sostanza, la riconversione di Bagnoli è un esempio eclatante degli intrecci politico-economici che guidano l’operato del centrosinistra napoletano, e delle loro conseguenze nefaste.

L’esperienza del Comitato Civico “Bagnoli: punto e a capo”

Contro lo scempio economico, sociale e ambientale è attiva sul territorio flegreo il Comitato Civico “Bagnoli: punto e a capo”, un vero e proprio comitato popolare cittadino, volto a ricostruire quel protagonismo dal basso e quella partecipazione di massa nelle scelte di politica territoriale ed urbanistica che da sempre hanno contraddistinto la cultura e la prassi del movimento operaio flegreo.
In questi mesi l’attività del Comitato si è concentrata sulla battaglia contro gli sfratti, per un uso pubblico e libero delle spiagge e per una destinazione sociale dei suoli “ex-Italsider”, in aperta contrapposizione ai disegni delle giunte locali e delle lobby affaristiche napoletane.
Il comitato, attraverso iniziative di controinformazione e di vigilanza diretta e dal basso dell’operato dei pubblici poteri, si batte per il risanamento ambientale del litorale e dei fondali marini e la restituzione del mare e della spiaggia alla libera fruizione dei cittadini; per la bonifica totale dei fondali marini e delle spiagge, da attuare attraverso la costituzione di una grande azienda pubblica specializzata nel risanamento ambientale e territoriale, e che oggi potrebbe da un lato garantire un futuro lavorativo a centinaia di precari e disoccupati, dall’altro coinvolgere i lavoratori di quelle società miste regionali (Pan, Recam e Jacorossi) appositamente costituite per realizzare interventi di monitoraggio e messa in sicurezza del territorio; per la restituzione del litorale alla sua originaria vocazione, naturalistica, termale e balneare; per la trasparenza dei procedimenti e l'effettività dei controlli sull'azione degli enti preposti alla riqualificazione territoriale.
Per fare ciò il Comitato propone lo scioglimento della Bagnoli Futura SpA e la restituzione delle competenze ai soggetti pubblici (al Ministero per l'Ambiente e Comune di Napoli); la definizione rapida dei tempi, dei costi e delle modalità di esproprio o cessione delle aree oggetto di intervento urbanistico diretto; la sospensione di ogni ipotesi di vendita dei suoli pubblici a soggetti privati finchè non sarà effettuata la bonifica delle aree destinate al parco urbano ed avviati i lavori delle principali attrezzature pubbliche: ciò al fine di impedire che i finanziamenti destinati a servizi pubblici e ad attrezzature collettive siano adoperati per altre funzioni, e al fine di affrontare il grave problema del peggioramento delle condizioni di vita dei ceti meno abbienti determinato dalla crescita dei valori immobiliari e dalla carenza di servizi e attrezzature collettive, cui è possibile far fronte solo predisponendo misure urgenti atte a garantire quote sufficienti di edilizia pubblica.
L’esperienza del Comitato Civico “Bagnoli: punto e a capo” rappresenta solo uno spaccato di un percorso più ampio di ripresa del conflitto su un territorio campano e, più in generale, meridionale mai come ora attraversato dagli effetti nefasti delle politiche di “sviluppo ineguale” perpetrate negli ultimi decenni dai governi nazionali e locali, sia di centrodestra che di centrosinistra.
In quest’ottica non esistono singole vertenze da affrontare separatamente ma un’unica lotta articolata contro una politica ed una classe dirigente che in nome del profitto privato stanno devastando l’ambiente e i diritti sociali.
La trasformazione urbana di ampie zone di Napoli, così come la ristrutturazione dei servizi pubblici fondamentali (sanità, energia, acqua, rifiuti, casa) sono caratterizzate dalle stesse logiche (privatizzazione, sostegno alla rendita, aumento delle tariffe, azzeramento della partecipazione popolare, sfruttamento selvaggio dell’ambiente, penalizzazione dei ceti meno abbienti), in quanto si propongono lo stesso obiettivo: il dominio capitalistico e l’affermazione dei suoi “modelli” di sviluppo.

E’ per questo che ogni movimento e ogni istanza di emancipazione nel meridione d’Italia non può non fondarsi su un’idea di società radicalmente e complessivamente alternativa al capitalismo, libera dalle logiche di profitto e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla natura.

Il Presidente
Antonio Di Dio

 

 


Indice


25/06/2018 - Bagnoli, lido comunale chiuso e occupato - Antonio Di Dio si impegna per riaprirlo
25/06/2018 - VIDEO - Bagnoli, lido comunale chiuso e occupato - Antonio Di Dio si impegna per riaprirlo
12/02/2018 - “La mia Bagnoli”: La lingua Napoletana
07/06/2016 - Antonio Di Dio, il più votato a Bagnoli: “Bisogna fare un ultimo sforzo al ballottaggio per Luigi De Magistris”
02/06/2016 - VIDEO - De Magistris omaggia l'elettorato di Antonio Di Dio: "Del Giudice sarà riconfermato vicesindaco"
02/06/2016 - MEETING - De Magistris omaggia l'elettorato di Antonio Di Dio: Del Giudice sarà riconfermato vicesindaco
28/05/2016 - Elezioni del 05/06/2016 alla X Municipalità di Napoli
10/05/2016 - MEETING - Coroglio non si tocca - Incontro col sindaco di Napoli, Luigi De Magistris
10/05/2016 - VIDEO - Antonio Di Dio dal sindaco Luigi De Magistris: Coroglio non si tocca e no al divieto di accesso alle spiagge di Bagnoli
29/04/2016 - MEETING - Coroglio non si tocca - Raffaele Del Giudice, Antonio Di Dio e Paola Minieri dicono no agli espropri
29/04/2016 - VIDEO - Coroglio non si tocca - Antonio Di Dio e Paola Minieri dicono no agli espropri
26/01/2016 - MEETING - Sindaco De Magistris a Bagnoli
14/12/2015 - Luci di Natale a Bagnoli
30/11/2015 - Potatura alberi a Bagnoli
05/11/2015 - Ripristinata segnaletica in Via Amedeo Maiuri
28/03/2015 - MEETING - Raccolta dell'olio vegetale esausto prevista per il 28 marzo 2015
31/01/2015 - Concorso a premi: Compra a Bagnoli e vinci !
03/01/2015 - MEETING - Il sindaco di Napoli De Magistris a Bagnoli per stare insieme ai commercianti
03/01/2015 - VIDEO - De Magistris a Bagnoli incontra i commercianti
05/11/2014 - MEETING - Progetto Garanzia Giovani in Campania: Cos'è e come funziona
23/10/2014 - MEETING - Chiusura del consultorio di via Enea e del poliambulatorio di via Alessandro D’Alessandro di Bagnoli
07/10/2014 - MEETING - L'ASIA incontra i Bagnolesi
06/10/2014 - RUBRICA - Mutui e prestiti: se il tasso è usurario hai diritto al rimborso
29/09/2014 - Calendario dell'ASIA per la raccolta differenziata di Bagnoli
25/09/2014 - Calendario raccolta olio esausto: gennaio 2014-gennaio 2015
18/09/2014 - Del Giudice a Bagnoli per l'emergenza rifiuti, evento organizzato da Antonio Di Dio
18/09/2014 - VIDEO - Del Giudice a Bagnoli per l'emergenza rifiuti, evento organizzato da Antonio Di Dio
05/09/2014 - MEETING - Emergenza pulizia Bagnoli
23/08/2014 - RUBRICA - Come donare per la SLA
30/06/2014 - Morte di Carmine Cipollaro: il saluto del Comitato di Bagnoli

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